Renzo Rossellini


(01 Gennaio 1908 — 01 Gennaio 1982)

Renzo Rossellini, fratello minore di Roberto, nasce a Roma il 2 febbraio 1908. Inizia gli studi musicali con Giacinto Sallustio per poi proseguirli al Conservatorio di Santa Cecilia dove intraprende lo studio di composizione con Giacomo Setaccioli e direzione con Bernardino Molinari. Dal 1934 si dedica all’insegnamento, diventando prima direttore del liceo musicale di Varese e poi vicedirettore e docente di composizione al Conservatorio di Pesaro. Fra gli altri incarichi ricopre anche quello di accademico di Santa Cecilia, critico musicale di “Il Messaggero” e direttore artistico dell’Opera di Monte Carlo.

La musica di Rossellini utilizza un linguaggio lirico con una tendenza al drammatico, che suscita immediata comunicativa con gli ascoltatori. Per questo il più alto ideale del compositore è stato il teatro. Questo sentimento rivolto alla rappresentazione si avverte anche in altre produzioni: nelle opere, nei balletti e anche nella musica orchestrale e da camera.

Sin dall’inizio è legato con il fratello al mondo cinematografico, e compone già dagli anni Trenta musica per il cinema. Arriva al successo durante il periodo del neorealismo dove vince due Nastri d’argento: nel 1947 con la colonna sonora di Paisà e nel 1948 con le musiche di I fratelli Karamazoff. Inoltre collaborerà in questo periodo anche con altri registi: Mario Soldati, Dino Risi e Luigi Zampa.

La sua attività da operista inizia solo nel 1956, nella piena maturità dei suoi anni. Si ricollega all’opera dell’Ottocento e al verismo, soprattutto con i libretti da lui scritti. Un esempio sono La guerra del 1956 e Il vortice del 1958. Passati i 50 anni riaffiora una ricerca di trasfigurata poesia umana e raggiunge una svolta stilistica con Il linguaggio dei fiori ossia Donna Rosita nubile del 1963. Nel 1964-65 è attratto da un episodio dei Fratelli Karamazov di Dostoievski da cui ne ha tratto un poema drammatico, La leggenda del ritorno del 1966. Due anni dopo si impegna in un dramma più realistico: l’Avventuriero. Un carattere più spirituale lo si incontra nell’Annonce faite à Marie da Paul Claudel, del 1970, e nel pezzo polifonico Cori vespertini del 1969.

Ha scritto anche numerose composizioni orchestrali.

 

Si spegne a Montecarlo il 13 maggio 1982.