Dmitri Sostakovic


(25 Settembre 1906 — 09 Agosto 1975)

Gianandrea Gavazzeni fu tra i primi, nel 1937, a cogliere un aspetto essenziale della musica di Šostakovic. Questa aspetto consisteva nell'innesto delle più innovative esperienze contemporanee su un tracciato di romanticismo russo, che aveva in Cajkovskij il suo ceppo principale ma che incrociava anche Ia musica di Mussorgskij, Balakirev, Gui, Glazunov. Soprattutto, Gavazzeni rilevò come questo processo di assimilazione tendesse a rigenerare gli impianti formali ereditati, prosciugandone gli aloni romantici, e dotandoli di una nuova retorica e di una singolare versatilità
espressiva.
Ancora oggi appaiono questi i tratti di maggior modernità della musica di Šostakovic. Nelle sinfonie, nei quartetti, nei concerti solistici e anche nella molta musica da film, accostamenti di materiali eterogenei si organizzano in strutture fortemente coese ed unitarie; ed è come se un'esigenza costruttivistica volesse celare e proteggere un nucleo di interiorità tragica, che pur tuttavia lampeggia qui e Ià tra le maglie della composizione e ne fonda Ia necessità poetica.
Molti elementi concorrono ad alimentare una potente immaginazione: in prime luogo Stravinskij, Hindemith, e in generale il neo-oggettivismo e il neo-classicismo centroeuropeo; poi, il continuo gioco di dissociazione timbrica, l'ampiezza delle tessiture orchestrali e un linguaggio armonico orientate, secondo i casi e i guizzi dell'invenzione, alla politonalità, all'atonalità, oppure ad una più rassicurante armonia cadenzale.
Allo stesso modo, il segno estroso delle idee melodiche e ritmiche può piegarsi in linee aguzze, talvolta di effetto cubista, ma anche in curvature di dolente lirismo; può accogliere inflessioni jazzistiche, temi popolari oppure citazioni inserite quasi a collage, come l'inserto dal Guglielmo Tell di Rossini nella Quindicesima Sinfonia.
Anche nella letteratura eletta a fonte di ispirazione, accanto ai russi, da Puskin a Gogol, a Dostoevskij fino a Marina Cvetaeva, Šostakovic  aggiunge la conoscenza di molte altre voci: Shakespeare, Rilke, Lorca, Apollinaire, la poesia yiddish, la lirica giapponese.
Un modernismo esplicito e evidente in modo particolare nel prime decennio della sua carriera artistica, dalla Prima Sinfonia fino alia Quarta, composta tra il '35 e il '36.
Seguono, negli anni successivi, composizioni improntate ad una maggior classicità, talvolta anche monumentale e celebrativa, in parziale allineamento con le linee estetiche dettate dalla politica sovietica. Nel dopoguerra, in concomitanza con il "disgelo" post-staliniano e una consolidata fama internazionale, strutture meno dense accompagnano una maggiore intensificazione lirica e un più pronunciato interesse per Ia vocalità.  Appartengono a quest'ultimo periodo parte dei canti ebraici
e le liriche su testi della Cvetaeva e di Michelangelo Buonarroti.
Per una sua naturale attitudine mimetica, la musica di Šostakovic  si presta ad assumere veste scenica e teatrale. Tra le opere per il teatro, fu La Lady Macbeth del distretto di Mzensk ad imporre il giovane compositore all'attenzione internazionale.
I caratteri del primo stile šostakoviano e un certo gusto per il ghigno ironico e la musica da fiera, concorrono ad illuminare le violente sfumature del personaggio centrale, Katerina lzmailova, che risponde con una serie disperata di delitti, e poi con il suicidio, all'oppressione delle norme di vita di una triste borghesia di provincia.
Le alterne fortune di Lady Macbeth riassumono infine tutto il complesso e sofferto rapporto di Šostakovic  con l'establishment sovietico: prima accolta con grande entusiasmo, alla sua prima assoluta nel 1934, l'opera fu duramente attaccata con l'irrigidimento della politica culturale stalinista, per poi essere nuovamente riabilitata negli anni Sessanta, e consegnata definitivamente alla storia del ventesimo secolo, di cui Šostakovic occupa saldamente un posto di assoluto rilievo.