Kubrick's Bone

Concerto per cimbalom e ensemble

Alla base di Kubrick’s Bone di Luca Francesconi c’è la grande suggestione della storia dello strumento solista: il cimbalom. A ciò si aggiunge un’importante riflessione sulla dicotomia tra ciò che è naturale e ciò che è artificale, da una parte la voce/corpo, dall’altra lo strumento/téchne.

La tecnica, quale complesso delle attività umane che porta alla creazione di attrezzi, strumenti e apparati atti a migliorare le condizioni di vita, è il mezzo attraverso il quale l’uomo cerca di  controllare e assoggettare la natura. Nel caso di questa composizione le bacchette rappresentano la “téchne”, mentre la risonanza insita nelle caratteristiche armoniche del cimbalom è la “voce”. La combinazione di questi due elementi porta a una potenza tecnica e virtuosistica straordinaria ed è in questa relazione che trova spiegazione il riferimento del titolo a 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick.

L’animale istintivo, il proto-uomo che scopre il valore dell’utensile (un semplice osso si trasforma in arma micidiale) fa scoccare la scintilla della razionalità, della cui inquietante forza testimonia l’apparizione in mezzo alle scimmie dell’immenso parallelepipedo, con sua la gelida perfezione.

La struttura di Kubrick’s Bone si basa su formule tratte da musiche solistiche per santur (versione iraniana del cimbalom) che sono state utilizzate liberamente sia dal punto di vista ritmico, sia da quello melodico, sfruttandone tutti i rapporti impliciti. Il ritmo fondamentale è il kerešmeh, mentre i modi utilizzati sono una scelta tra i molti appartenenti alla tradizione iraniana, in particolare il dast gah, organizzato in grandi sequenze melodiche (radif). Tutta la composizione può essere vista come una grande trasformazione, dalla voce allo strumento, come il canto di un pastore che pian piano si integra con l’ensemble e sviluppa con esso un rapporto, fino a creare delle forme rituali: la costruzione fraseologica/armonica. Il controllo delle bacchette – via via più complesso e razionale e anche più “occidentale” – porta a uno sviluppo articolato delle possibilità dello strumento. Nel corso di questa trasformazione/elaborazione della voce si intercalano episodi erranti, nei quali elementi ritmici ridottissimi vengono ripetuti ossessivamente, quasi magicamente, creando uno stato ipnotico di sospensione del tempo.

Composer

Luca Francesconi

Publisher

  • Ricordi Milano

Catalogue number

  • 139519

Number of instruments

  • 7

Instrumentation

  • Fl. Cl. Cor. Perc. Pf. Vl. Vc.

Genre

  • Chamber Music

Notes first performance

Antwerp deSingel Concert Hall 18/01/07

Length

  • 25 minutes

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